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6 MAGGIO 1527. ROMA E' A SACCO!

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  di Raimondo Farese Oggi 6 maggio 2025 ricorre il 498esimo anniversario del Sacco di Roma; evento talmente traumatico da riecheggiare nei secoli successivi  e  da associare per sempre, al termine  "Lanzichenecco",  una connotazione di ferocia e crudelta'. Oltre ad uccidere uomini e donne, saccheggiare case e chiese e trucidare i bimbi ospiti dell'allora Ospedale del Santo Spirito, le forze di Carlo V d'Asburgo affossarono definitivamente sia il tentativo della citta' di riemergere dalla decadenza del medioevo sia dello Stato della Chiesa di svolgere un ruolo di primo piano nel contesto internazionale.  In  molti pensarono ad una punizione divina ed il motivo era dato dalla consapevolezza che i comportamenti dei vari pontefici fossero stati spesso improntati alla dissolutezza, al nepotismo e al perseguimento interessi meramente personali.  Erano passati appena 10 anni dall’inizio della  protesta di Lutero , ma evidentemente, la sensazione che...

IL VUOTO, IL PIENO E GLI ALTRI INSEGNAMENTI DEL MAESTRO SUN

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L’ARTE DELLA GUERRA Introduzione “I principi della guerra del maestro Sun” (Sun Zi bing fa) noto in Occidente con il titolo: “Sun Tzu sull’arte della guerra” o “L’arte della guerra” è il più antico testo di strategia arrivato ai giorni nostri.  Espone innanzitutto il modo in cui gli Stati devono muoversi guerra, contemplando anche tutte le questioni ad essa connesse.  Non  solo attività militari ma anche aspetti diplomatici economici e di intelligence. Nonostante si tratti di un testo scritto per fini militari è stato considerato in Cina e in tutta l’Asia orientale un libro anche di principi politici e di metodi per conquistare la supremazia su un avversario. Non rappresenta dunque solo un testo di teoria della guerra ma anche una teoria della pace, un sistema per ottenere il potere o per conservare l’indipendenza con tutti i mezzi a disposizione  militari e non.  Il titolo arte della guerra benché sia immediatamente comprensibile è comunque un titolo est...

ROMA, REPUBBLICA:VENITE!

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Queste le tre parole vergate da Goffredo Mameli (avete presente l’inno “Fratelli d’Italia?) in un telegramma inviato all’indirizzo “Felice Casati, Firenze”. Parole che esprimevano in maniera straordinaria la sintesi tra passione politica, speranza e visione di prospettiva che si stava vivendo da settimane nello Stato Pontificio. Il vero destinatario di quel telegramma era un uomo ricercato dalle polizie segrete dei maggiori stati europei. Un uomo che difficilmente rimaneva indifferente al proprio interlocutore: veniva amato oppure odiato, ma di certo non ignorato. Quest’uomo si chiamava Giuseppe Mazzini ed insieme a lui, tra il novembre del 1848 e il giugno del 1849, altre fulgide figure del nostro risorgimento vissero un momento di straordinaria tensione politica, sofferenza umana ed eroismo militare.    Oggi vi racconteremo la storia della Repubblica Romana un evento del nostro Risorgimento non altrettanto famoso delle tre guerre d’indipendenza o dell’impresa dei Mille, ma c...